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Ormai libero da qualsiasi vincolo nei confronti dell'Alfa Romeo, Enzo Ferrari iniziò
nel 1945 ad accarezzare l'idea di allestire una vettura che portasse finalmente il suo
nome. Da buon «agitatore di uomini», come lui stesso amava definirsi, Ferrari rial
lacciò rapporti con alcuni collaboratori dell'Alfa Romeo, fra i quali il tecnico Giuseppe Busso, il collaudatore Luigi Bazzi e il progettista Gioachino Colombo; a quest'ultimo affidò il compito di progettare la prima «vera» Ferrari, che nacque, dopo
una lunga gestazione, nella primavera del '47. Accantonato 1'8 cilindri. Colombo e
Ferrari furono concordi nell'intraprendere l'ambiziosa e difficile strada del 12 cilindri, propulsore che da sempre aveva attirato l'interesse del costruttore modenese,
affascinato prima dai V12 americani prodotti dalla Packard e poi da quelli delle gloriose Auto Union degli anni Trenta, ma anche dalle esperienze vissute in prima persona all'Alfa Romeo attorno ad alcuni progetti, per esempio quello della monopo
sto 12 C (1936). Optare per quel frazionamento apparve inoltre una scelta vantaggiosa anche in vista di un suo possibile impiego su vetture della categoria Grand
Prix, con il semplice ricorso a un compressore.
Da quei presupposti prese forma la Ferrari 125 S che debuttò con Franco Cortese
FU maggio 1947 sul Circuito di Piacenza. La corsa della biposto spider con parafanghi avvolgenti integrati alla carrozzeria, dòpo una lunga lotta con le Maserati 6CS
1500, si concluse a tré giri dalla fine mentre si trovava al comando. L'appuntamento
con la prima vittoria fu tuttavia solo rimandato al 25 maggio, quando lo stesso Corte
se si aggiudicò il Gran Premio di Roma sul Circuito di Caracalla. Dopo solo cinque
mesi di attività, il palmarès della Ferrari contava già sei affermazioni su quattordici
partecipazioni, cinque delle quali ottenute con la 125 S e una con il tipo 125 S Corsa.
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