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Il Trofeo Conduttori di Formula 2, divenuto poi Campionato solo a partire dal 1967, fu
istituito nel 1948. D primo regolamento varato, che prevedeva una serie di prove sui circuiti di tutta Europa, consentiva l'iscrizione di monoposto con motori 2 litri ad alimentazione aspirata o sovralimentati da 500 cc. Le implicazioni pubblicitarie di una
categoria così strutturata erano troppo rilevanti perché la Ferrari non decidesse di
prendervi parte sin dalla prima edizione, allestendo una monoposto che sfruttasse
completamente le opportunità fomite dal regolamento.
La nuova vettura, 166 F2, venne concepita attorno al motore 2 litri (1995,02) che già
equipaggiava le 166 a ruote coperte, la cui potenza fu incrementata a circa 150 CV gra
zie all'adozione di tré carburatori Weber 32DCF in luogo di uno solo come sulle Sport.
D cambio in blocco con il motore era a 5 rapporti più retromarcia sulle 166 del '4849,
per poi diventare in blocco con il differenziale a 4 rapporti a partire dal 1950. La carriera agonistica della 166 F2 iniziò sotto i migliori auspici, con Raymond Sommer
subito primo al Gran Premio di Firenze del 1948, dopo una corsa condotta intera
mente al comando e dopo aver doppiato tutti gli avversari. Fu però il 1949 l'anno
che consacrò la 166 F2, nel frattempo dotata di un nuovo propulsore e di un telaio
completamente riprogettato ancor più agile e leggero. Dopo un incerto avvio di stagione, le Ferrari 166 F2 si aggiudicarono le gare di Roma, Napoli, Bari, Monza e Reims. Fra
i piloti che condussero quella monoposto alla vittoria ve ne fu anche uno che disputò
alcune corse al volante di una 166 F2 schierata dall'Automobil Club argentino in
un'insolita livrea gialla e blu. Con quella vettura la giovane speranza del volante
non tardò a mettere in luce le proprie straordinarie qualità di guida, aggiudicando
si la gara di Monza. Il suo nome era Juan Manuel Fangio.
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