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II 1948 rappresentò per la Ferrari la prima vera stagione di corse e fu segnato dal
debutto del 12 cilindri in versione 2 litri (1995,02 cc) con valori di alesaggio e corsa
portati rispettivamente a 60 x 58,8 mm. Quel propulsore venne destinato a un nuovo
modello da impiegare sia nella categoria Sport sia in Formula 2, denominato 166.
All'epoca la sigla delle vetture Ferrari era derivata dalla cilindrata unitaria, otteni
bile dividendo quella totale per il numero di cilindri (nel caso specifico l'operazione consiste in: 1995,02 : 12 = 166,25, poi approssimato a 166).
Le 166 S in versione monoposto scesero in gara quasi sempre in veste ufficiale,
mentre nella versione Sport gareggiarono spesso sotto le insegne della Scuderia privata Inter che iscrisse al Giro di Sicilia, il 4 aprile 1948, una 166 S barchetta (n. 36)
allestita dalla Carrozzeria Allemano. Le possibilità di ben figurare per quella bar
chetta dalla forma un po' goffa e sgraziata, non pensata espressamente per le competizioni, erano piuttosto scarse, data la presenza delle Maserati A6G.CS ufficiali di
Alberto Ascari e Gigi Villoresi. Tuttavia, nelle mani del forte «stradista» Clemente
Biondetti (già vincitore di due edizioni della Mille Miglia nel 1938 e nel 1947), reclutato e affiancato all'ultimo momento al meno esperto «Igor» Troubetzkoy, ebbe
ragione dell'agguerrita concorrenza, aggiudicandosi quell'edizione del Giro di Sicilia e regalando alla Ferrari un'altra importante affermazione. Lo stesso esemplare,
guidato da Bruno Sterzi e Fernando Righetti, non ebbe altrettanta fortuna alla Mille
Miglia, dove fu fermato da un guasto al motore.
L'impiego del nuovo propulsore 2 litri segnò per la Casa di Maranello l'inizio di
una fortunata e longeva serie di automobili, le Tipo 166, che assicurarono alla Ferrari prestigio grazie ai primi importanti successi a livello internazionale.
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