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La Ferrari 166 in versione Corsa, nota anche come Inter, dal nome della Scuderia dei fratelli Besana che spesso la schierarono in gara, con parafanghi motociclistici scorporati
dalle fiancate della vettura ed equipaggiata con il classico motore 2 litri (1995,02 cc),
è legata alla leggendaria impresa di cui si rese protagonista Tazio Nuvolari durante
la Mille Miglia 1948. Il «Mantovano volante», già fortemente provato nel fisico dalla
malattia ai polmoni che lo condusse alla morte nel '53, non avrebbe neppure dovuto disputare quell'edizione della corsa; tuttavia, alla vigilia della maratona bresciana, sia l'Alfa Romeo sia la Ferrari erano alla disperata ricerca di un pilota ed entrambe avevano messo gli occhi su di lui. Fu proprio il costruttore modenese, rimasto
improvvisamente senza il gentleman driver «Igor» Troubetzkoy, ad aggiudicarsi i
servigi del «Mantovano» che, al volante di una 166 SC, in coppia con il meccanico
Sergio Scapinelli, non deluse le aspettative. Partito da Broscia alle quattro e mezzo
del mattino con il numero 1049, transitò sesto a Padova, terzo a Forlì e primo a
Roma. A Bologna, ultimo controllo orario prima del traguardo, il vantaggio era
addirittura salito sino a 29 minuti sul secondo (in quel momento Clemente Biondetti anch'egli su Ferrari 166 S). Solo il cedimento di una balestra, compromessa in un
precedente urto, in cui la 166 SC aveva, tra l'altro, perso il cofano motore, privò
Tazio Nuvolari di una memorabile vittoria ennesima della sua lunga e straordinaria carriera.
La vita agonistica delle 166 SC fu piuttosto lunga: vennero infatti impiegate per
tutta la stagione '48 e buona parte del '49, sia in versione a passo lungo sia a passo
corto, con diversi tipi di calandre e provviste di parafanghi motociclistici, con carrozzeria a «sigaro», oppure avvolgenti, a seconda delle specificità del tracciato.
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