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L'appuntamento più importante della stagione 1948 fu rappresentato come sempre
dalla Mille Miglia, in programma il 2 maggio. La Ferrari, iscritta l'anno precedente
solo con una 125 S affidata a Franco Cortese e passata quasi inosservata, schierò
questa volta cinque vetture, in pratica l'intera gamma dei modelli all'epoca costruiti, a dimostrazione che la risonanza e l'impatto pubblicitario della classica corsa bresciana, in particolare per un marchio ancora giovane, rappresentavano fattori di
estrema importanza. Franco Cortese si schierò al via in coppia con Adelmo Marchetti al volante di una vecchia 125 S con carrozzeria integrale ma dotata di motore
da 2000 cc; i fratelli Gabriele e Soave Besana gareggiarono con una 166 SC iscritta
dalla Scuderia Inter; lo stesso fece Tazio Nuvolari, così come Bruno Sterzi in coppia
con Fernando Righetti. Completava la compagine una berlinetta 166 S coupé Alle
mano guidata da Clemente Biondetti e Giuseppe Navone. Quest'ultima vettura,
equipaggiata anch'essa con il nuovo motore 2 litri ma dotata di una carrozzeria chiusa allestita da Allemano, fu la sola Ferrari a tagliare il traguardo di Brescia, aggiudicandosi la XV edizione della Mille Miglia (per Clemente Biondetti fu quella la terza
affermazione personale) e precedendo di quasi un'ora e mezzo la Fiat 1100 S dei
coniugi Alberto Comirato e Lia Dumas.
La medesima berlinetta Allemano (telaio 003 S) prese nuovamente parte alla
Mille Miglia l'anno successivo. A portarla in corsa, in una nuova elegante livrea grigio perla, fu Giampiero Bianchetti (uno dei primi affezionati clienti della Casa del
Cavallino) in coppia con Giulio Sala. Rispetto all'esemplare del '48, la 166 S adotta
va finestrini scorrevoli in cristallo al posto di quelli scorrevoli in perspex. I due non
riuscirono a ripetere il risultato del '48: si ritirarono poco dopo Pescara.
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