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Ferrari 166 MM Touring
 
 
Ferrari 166 MM Touring
Per realizzare nel 1940 l'Auto Avio Costruzioni 815 Enzo Ferrari si era affidato alla Carrozzeria Touring di Milano, che aveva allestito una vettura dalla linea sobria ed elegante, conferendo già a quella prima creazione una personalità inconfondibile. Quando il costruttore modenese, otto anni più tardi, volle cimentarsi nella produzione di un'automobile che si qualificasse inequivocabilmente come vettura da competizione concepita per la categoria Sport, parve inevitabile affidarsi nuovamente all'atelier milanese, noto per le sue carrozzerie «Superleggera».
Il 15 settembre 1948, in occasione del Salone dell'Automobile di Torino, la Casa di Maranello presentò il primo esemplare della 166 MM «barchetta» Touring. La linea, ancora una volta filante e coerente al tempo stesso, priva di quella spigolosità che aveva caratterizzato le Ferrari degli esordi (quelle di Allemano in particolare), suscitò fin da subito grande interesse e ammirazione.
La lunga nervatura di irrigidimento che percorreva tutta la fiancata raccordando i due passaruota, valse alla 166 il soprannome di «barchetta». Anche per quel modello la Ferrari si affidò al 12 cilindri a V di 60° nella versione 2 litri, capace di sviluppare sino a 140 CV a 6600 giri/minuto. L'elevata potenza, unita a una relativa leggerezza (680 kg a vuoto), conferirono alla 166 MM le qualità di un'eccellente vettura da corsa, che raccolse trionfi di portata intemazionale. Con le agili e veloci barchette Touring, Luigi Chinotti, futuro importatore negli Stati Uniti delle vetture della Casa di Maranello, si assicurò la 12 Ore di Parigi 1948 e l'anno successivo fu primo sia alla 24 Ore di Le Mans (prima affermazione della Casa sul circuito francese), dove guidò per ventitré ore consecutive, sia alla 24 Ore di SpaFrancorchamps. Lo stesso anno Clemente Biondetti si aggiudicò la Mille Miglia davanti all'altra 166 MM di Felice Bonetto Pasquale Cassani.