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Dopo una duratura collaborazione che aveva visto la Zagato allestire negli anni Trenta numerose Alfa Romeo per la Scuderia Ferrari (dalla 1750 alla 8C 2300), le strade della Casa di Maranello e della carrozzeria di Milano s'incontrarono nuovamente nel 1949. Antonio Stagnoli, concessionario degli scooter Piaggio a Milano e pilota dilettante di discreto livello, acquistò un telaio 166 MM (0018 M) con passo di soli 2200 mm;
si rivolse quindi a Ugo Zagato perché ne creasse una Ferrari possibilmente leggera e aerodinamica, adatta a un impiego sportivo. Già dai primi disegni realizzati alla metà del '49, si delineò una berlinetta due posti dalle forme morbide, tondeggianti e dotata di un'ampia finestratura laterale in plexiglas, in linea con quanto stava realizzando in quegli anni la Zagato su una serie di vetture allestite su telai Fiat e Lancia, denominate «Panoramica». In una pagina pubblicitaria ufficiale diffusa nel '49, in cui comparve la prima immagine della FerrariZagato con carrozzeria in alluminio grezzo, la vettura era denominata Panoramica speciale Ferrari 2000. Il passo corto, l'uso del plexiglas anche per il lunotto e la linea fortemente aerodinamica, con la parte posteriore molto raccolta ove erano alloggiati il serbatoio e la ruota di scorta, conferirono alla 166 MM Zagato i connotati di una vera e propria vettura da corsa.
La sua carriera sportiva fu tuttavia assai breve: Antonio Stagnoli colse un terzo posto al Circuito di Senigallia nel 1949, una.vittoria alla CoppaIntereuropa a Monza nel 1950, un modesto trentaseiesimo posto alla Mille Miglia dello stesso anno e, sempre nel '50, due primi posti di classe all'AostaGran San Bemardo e alla ParmaPoggio di Berceto. Il 20 agosto, al Circuito di Senigallia, la 166 MM Zagato riapparve in una nuova veste con carrozzeria barchetta e parafanghi motociclistici scorporati dal corpo vettura. In quella veste Stagnoli la impiegò ancora nella stagione 1951.
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